Il fabbro anarchico
3 / 1 / 2012
Sono passati poco più di 30 anni dalla morte di Umberto Tommasini, fabbro e anarchico, un lavoro e una fede politica che sembrano essersi esauriti con la fine del ‘900. Eppure l’avventurosa vita di Tommasini, nato nel 1896 quando Trieste era una delle capitali dell’impero austroungarico, trascende le valutazioni ideologiche e si caratterizza per la sua forte denotazione umana. Per dirla con le parole dell’intellettuale triestino Claudio Magris “la cosa che colpisce anzitutto in Tommasini è la sua straordinaria capacità di pensare prima agli altri che a se stesso, di dedicare la vita alla libertà propria e degli altri”.
Coscritto e prigioniero, nella Prima Guerra Mondiale. Antifascista, incarcerato, confinato ed infine esiliato in Francia. Combattente della guerra civile spagnola e della Resistenza. Tommasini è sempre stato un ribelle. Una ribellione proseguita anche nei primi anni della Repubblica italiana, quando, nonostante la scelta di una condotta politica non violenta, Tommasini ha continuato a difendere in modo deciso e risoluto le proprie idee e i propri diritti. Ai confini della mitologia antifascista si colloca il racconto, riportato da alcuni giornali triestini, di come, ormai anziano, sbaragliò da solo un gruppo di neofascisti che aveva attaccato la sede del circolo anarchico di Trieste. Lavoratore manuale, costretto a lasciare gli studi giovanissimo, per diventare apprendista fabbro, a settanta anni sarà, per alcuni anni, direttore responsabile del settimanale anarchico Umanità Nova.
Nella sua introduzione lo storico Claudio Venza, che ha curato il volume, ci presenta un uomo che anche negli ultimi anni di vita “non assume mai un atteggiamento conciliante o rassegnato” anche se “raccomanda ai giovani di non esporsi inutilmente alle varie forme di repressione”. Tommasini muore nell’agosto del 1980 nel pieno di quegli anni di piombo, che, con le stragi e le esecuzioni politiche, erano di fatto lontanissimi e inconciliabili con gli ideali ed i metodi della lotta politica dell’anarchico triestino.
Ci sono personaggi che pensano di avere qualcosa da raccontare solo perché hanno scritto un libro. Umberto Tommasini non ha mai scritto un libro, quello pubblicato dalla casa editrice Odradek di Roma è stato realizzato con le trascrizioni di alcune ore di colloqui con Tommasini, registrati da alcuni suoi giovani compagni nel 1972. Tuttavia è solo grazie a testimonianze come questa che é possibile riproporre alle nuove generazioni, quelle di internet, un mondo di valori ed idee che rischia di andare perduto o essere mistificato.
“Perchè i giovani sappiano e gli anziani ricordino” questo slogan dello scorso secolo si adatta bene a un libro che ripropone, con una prospettiva originale e sempre attuale, i grandi temi della giustizia sociale e della lotta contro i poteri che cercano di limitare e reprimere le libertà fondamentali dell’uomo.
Umberto TOMMASINI
IL FABBRO ANARCHICO
Autobiografia tra Trieste e Barcellona
A cura di Claudio Venza
Odradek edizioni
Pag. 240 euro 18
10 libri del 2011
21 / 12 / 2011
1 - Da scoprire: Goce Smilevski, lo scrittore macedone autore di La sorella di Freud (Guanda, trad. Davide Fanciullo, 18 euro). Un romanzo che ricostruisce la vita di Adolfine, una delle quattro sorelle di Freud (le altre sono Marie, Rosa, Pauline), che le priva della possibilità di fuggire con lui da Vienna occupata dai nazisti, e di evitare la morte in un lager.
Loro moriranno, mentre lui si mette in salvo con la famiglia a Londra. La storia è raccontata dal punto di vista di Adolfine, la più giovane, con cui peraltro Freud aveva un rapporto particolarmente stretto, e lei un attaccamento vagamente incestuoso. Il primo capitolo distrugge più l’immagine di Freud di quanto lo abbiano fatto i libri neri contro il suo pensiero. Dà dell’uomo un’idea meschina ed egoista a livelli mostruosi. Adolfine ci è da subito vicina, con la sua ferita di non amore – una madre che la odia da subito - che si riflette in un suo legame infelice, con l’infelice orfano Rajner. La storia della sua vita, raccontata dal campo di concentramento, comprende tante forme di dolore o di vicinanza al dolore, nella clinica psichiatrica dove lavora il fratello, nell’amicizia per Klara, nella scelta di abortire. Un romanzo impastato di profonda tristezza umana, con un tono che rende con potenza il dolore psichico di Adolfine, le sue riflessioni sulla follia. Ranieri Polese (Corriere della Sera) intervista Goce Smilesvky.
2 - Da riscoprire: Stefan Zweig. I suoi ultimi racconti pubblicati d Adelphi, - è appena uscito Paura, all’altezza dei precedenti – sono un autentico divertimento per chi apprezza i viaggi introspettivi in personaggi tormentati e complessi. Zweig su trame di assoluta semplicità costruisce degli intrichi mentali straordinari, entra in risonanza con i personaggi. Nell’ultimo romanzo eplora il tradimento e il senso di colpa che ne deriva. L’inizio. Quando Irene uscì dall’appartamento del suo amante e cominciò a scendere le scale, tutto d’un tratto quella paura insensata tornò a impadronirsi di lei. All’improvviso una spirale nera prese a mulinarle davanti agli occhi, le gambe erano come bloccate da una morsa di ghiaccio, ed ella dovette aggrapparsi in fretta alla ringhiera per non cadere bruscamente in avanti. (Adelphi, trad. Ada Vigliani).
3 - Ian McEwan, con un romanzo tragico-farsesco sul destino del pianeta, Solar (Einaudi). Recensione di Solar
4 - La saggistica, vera protagonista dell’anno: quella di critica musicale, che sia applicata al pop o alla classica, di Alex Ross. Recensione di Senti questo (Bompiani).
5 - Il saggio di Berardinelli, Non incoraggiate il romanzo (Marsilio) , che ci sentiamo di incoraggiare nella sua intenzione programmatica. L’intervista a Alfonso Berardinelli.
6 - Paranoia di Luigi Zoja (Bollati Boringhieri), per l’importanza del tema e la chiarezza divulgativa dell’eccellente psicoanalista junghiano. La recensione di Paranoia e l’intervista a Luigi Zoja su Aldilà delle intenzioni. Etica e analisi (Bollati Boringhieri).
7 - Voltando pagina (Saggiatore) , con testi di Virgina Woolf, a cura di Liliana Rampello. Intervista a Liliana Rampello.
8 - Montaigne - L’arte di vivere (Fazi). Un profilo biografico appassionato. La recensione del libro.
Infine due di narrativa italiana, di due (donne) esordienti premiate dalla critica e anche dai lettori.
9 - La vita accanto di Mariapia Veladiano (Einaudi). Intervista a Mariapia Veladiano (di Luigia Sorrentino) .
10 - Settanta acrilico trenta lana di Viola Di Grado (E/O editore). L’intervista a Viola Di Grado.
(Cristina Bolzani)
L’ombra dell’oppio
18 / 12 / 2011
L’ombra dell’oppio e dei traffici connessi torna a incombere in Oriente. Secondo un rapporto sul Sudest asiatico dell’agenzia Onu sulle droghe e il crimine, in Birmania la coltivazione del papavero da oppio aumenta. Sale anche la produzione di droga finita (più 5%, per un totale di 670 tonnellate), e salgono anche i prezzi: nel 2010 un chilo di oppio valeva 305 dollari, quest’anno ne vale 450, più 48%. Ne parla Marco Del Corona sul Corriere della Sera. (nel post Birmania, tornano i demoni dell’oppio).
Charlotte Brontë record
15 / 12 / 2011
Un manoscritto inedito di Charlotte Brontë è stato venduto all’asta a Londra da Sotheby’s per 690.850 sterline (821.687 euro). Lo ha acquistato il Museo delle lettere e dei manoscritti - Musée des Lettres et Manuscrits - di Parigi, che ha intenzione di esporlo a gennaio. Il prezzo pagato è il doppio di quello stimato, una cifra record per un manoscritto di una delle celebri sorelle Brontë. (foto Afp)
Il libricino di 19 pagine - appena 35 millimetri per 61 - intitolato Young Men’s Magazine, Number 2 (ne aveva scritti sei), porta la data dell’agosto 1830. E’ stato scritto quando l’autrice aveva appena 14 anni. E’ di grande interesse perché mette in scena personaggi del mondo immaginario di Glass Town, creato dalle sorelle Brontë e dal fratello quando erano piccoli. Contiene una scena molto simile a quella che Charlotte Brontë scrisse nel suo capolavoro Jane Eyre, 17 anni dopo: una delle più cupe, quando Bertha, la moglie pazza del signor Rochester, dà fuoco al letto del marito, che viene salvato dall’intervento di Jane.
Scritto con straordinaria cura, questo piccolissimo manoscritto mostra i primi passi della creatività di
Charlotte Brontë., “consentendo di immergersi nella mente di uno dei più grandi spiriti letterari della storia dell’Ottocento”, ha detto Gabriel Heaton, responsabile del dipartimento libri di Sotheby’s.
Un appello per impedire la dispersione all’asta del manoscritto era stato lanciato dal Brontë Parsonage Museum di Haworth, il villaggio dello Yorkshire dove viveva la famiglia della scrittrice.
“E’ il più significativo manoscritto della Bronte tornato alla luce negli ultimi decenni”, ha detto Andrew McCarthy, direttore del museo. Sono stati inutili però gli sforzi del museo inglese per trattenere l’inedito in patria.

Charlotte Brontë - opere online
Zazie nella Rete
12 / 12 / 2011

Nasce un nuovo social network per i bibliofili in Rete, un possibile competitor del seguitissimo Anobii.
Zazie permette di creare la propria libreria virtuale, archiviare, votare e recensire libri e ebook e navigare nelle librerie degli altri. Fin qui niente di nuovo rispetto ai social network esistenti nel settore dei libri.
La novità è nel mood, la possibilità recensire i libri indicando lo stato d’animo, le sensazioni, i ricordi, i sentimenti, le sinestesie che hanno suscitato. Ci sono venti mood diversi e se ne possono crearne di nuovi. Perché leggere è passione!, è lo slogan del sito.
Un’altra novità è il CDQ, che permette di classificare un libro precisando come dove quando lo si è letto. Mentre scriviamo il neo-social network, forse per il grande numero di accessi, è andato in tilt.
Un inizio promettente per l’interesse che ha già suscitato. (Cristina Bolzani)
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Anobii, dalle origini al futuro

